CASTELLO DI MONTEMAGNO
I resti del castello sono ancora visibili a 450 metri a nord-est dell’attuale paese di Montemagno, sulla sommità di un alto poggio che domina l’antica via Francesca. Il nome di Montemagno si forma dall’aggettivo latino magnus che sta a significare grande, probabilmente dovuto alla prominenza del colle rispetto ai luoghi limitrofi. Il castrum viene ricordato per la prima volta nel 1099, nella memoria viene descritta la sentenza emessa dalla Contessa Matilde di Canossa per redimere la controversia tra i nobili di Montemagno e i canonici della Cattedrale di San Martino di Lucca. Del castello si sono pervenuti a noi solo pochi ruderi, costituiti per la maggior parte da una possente cinta muraria posta sulla parte più elevata del colle che costituiva il cassero, sopra il quale si innalzava il palazzo signorile. Della cinta muraria sono rimasti soltanto due tratti, che racchiudevano molto probabilmente gli alloggi dei militari. Il primo tratto si trova sul lato orientale, misura 36 metri con una altezza massima di due metri e mezzo. Il secondo muro è situato sul lato occidentale, di circa 12 metri per una altezza di due. Il tratto est della cinta muraria esterna si collega con una abitazione civile, che ingloba la parte restante della cinta ed una probabile torre che si estende sul lato nord. La pianta è di forma quadrata ed il muro ha uno spessore poco superiore ad un metro. L’edificio ha subito sicuramente qualche intervento di restauro e poco si è mantenuto della primitiva costruzione. Tra la cerchia muraria ed il cassero si trova ancora la facciata della chiesa del castello, intitolata a San Bartolomeo, come viene attestato dall’elenco delle decime dell’anno 1260. Della chiesa oggi rimane solo la porta d’ingresso murata, sopra la quale si scorge una lunetta con affresco raffigurante due santi. Del cassero, che si erge sul poggio e in posizione prominente verso la chiesa, si conserva gran parte del perimetro, di forma rettangolare. Sono ancora visibili due tratti del muro costruito con pietra arenaria di colore verde. Al di sopra di questa altura si trovava la cisterna, la struttura è costituita da un locale sotterraneo a pianta rettangolare con volta a mezzabotte, con botola d’accesso quadrangolare, la profondità rilevabile è di circa tre metri. Al di sopra della chiesa, in un’altura, vicino alla cisterna, si trova il palazzo signorile. Se ne desume l’esistenza dalla descrizione estimale. Il materiale impiegato è tratto da una pietra arenaria giallo-verdastra non molto compatta, di locale provenienza. La tecnica adottata per le mura è quella a guanciale, con paramento a filaretti regolari composto da pietre sbozzate murate con la malta. Il castello di Montemagno è stato distrutto nel 1242, unitamente a quello di Gombitelli, nel 1242.